The Vegetarian Chance 2016 al Mudec

vegetariana

Che essere vegetariani non sia una moda è testimoniato da personaggi lungimiranti come Leonardo da Vinci e Einstein, che lo diventò negli ultimi anni della sua vita. Per cui, se siete anche solo un po’ interessati a una cucina verde, l’11 e il 12 giugno presso il Mudec si tiene The Vegetarian Chance, manifestazione internazionale di cucina vegetariana promossa dallo chef Pietro Leemann del ristorante stellato Joia e dal giornalista vegetariano Gabriele Eschenazi. Giunto alla sua quarta

vegetarian-dishes

 

edizione – traguardo non da poco in un paese come il nostro, in cui chi si interessa di questi temi è spesso additato, nella migliore delle ipotesi, come un’irrecuperabile fashion victim – il Festival si propone di “guardare al mondo vegetale come alleato per il nostro benessere, per una rivoluzione nel nostro stile di vita”. Il primo passo è rendere la cucina vegetariana realmente appetibile, lontana quindi dal desolante stereotipo di uno stoico e autoassolutorio cibarsi d’erba scondita. E dunque per prima cosa è necessario portarla “nei ristoranti di alta cucina, ma anche in tutti gli altri ristoranti”. L’edizione 2016 si svolge presso il Mudec Restaurant dello chef pluristellato Enrico Bartolini, che presenterà uno speciale menu vegetariano gourmet e ospiterà la competizione tra otto chef internazionali protagonisti della manifestazione. Sì,

l_5076_The-Vegetarian-Chance

perché The Vegetarian Choice è anche una gara, tanto più avvincente in quanto vedrà sfidarsi cuochi normalmente non in linea con l’idea della cucina vegetariana. Gli otto chef presenteranno due piatti, uno vegano e un altro per cui sarà consentito l’uso di latticini. In collaborazione con la Fondazione Good Planet saranno proiettati due documentari di Yann Arthus Bertrand che affrontano il tema dell’accesso all’acqua potabile (A Thirsty World) e la relazione tra la specie umana e gli altri esseri viventi (Terra). Da non perdere la sfilata di gioielli veg firmati dalla food designer svizzera Agnese Z’Graggen. Non per radical chic: per radicali e basta, e non politicamente ma nella voglia di vivere meglio.

Lo chef Pietro Leemann
Lo chef Pietro Leemann

 

 

Potrebbe piacerti anche

Login

Reimposta password