Bellezza senza tempo al Museo Poldi Pezzoli

Tra le più celebri dimore storiche di Milano, il Museo Poldi Pezzoli è famoso in tutto il mondo per le sue collezioni d’arte e soprattutto per una presenza, discreta ma irradiante una grazia sovrana, da sempre simbolo del Museo: l’ineffabile Dama del Pollaiolo, ritratto rinascimentale che varrebbe da solo una visita da queste parti.

Piero del Pollaiolo, Ritratto di giovane dama (1470-1472)
Piero del Pollaiolo, Ritratto di giovane dama (1470-1472)

Nato come collezione privata della famiglia Poldi Pezzoli, il museo ha aperto nel 1881 e mantiene oggi tutto il fascino di un’abitazione e, al tempo stesso, di un’esposizione permanente di capolavori, dalla pittura all’oreficeria, dalla scultura all’arredo, dall’armeria agli arazzi. Dipinti di Botticelli, Bellini, Mantegna, Canaletto, Guardi, Fra’ Galgario; gioielli, orologi, strumenti astronomici; una sala d’armi di straordinario effetto scenico al pianterreno; e poi esposizioni di tappeti, pizzi, ventagli, angoli segreti da consultare con la pazienza di un erudito e stanze ariose in cui fingersi, per un pomeriggio, dame e gentiluomini in visita, tra crinoline e cappelli a cilindro.

Sala nera, MPP

Come Villa Necchi Campiglio e il Museo Bagatti-Valsecchi, anche il Museo Poldi Pezzoli è sede di mostre, eventi, aperitivi e conferenze.

Fino al 15 giugno è in programma la mostra “La dieta mediterranea. Oggetti in evoluzione”, che presenta un’immaginaria tavola imbandita e dedicata alla Dieta Mediterranea, patrimonio dell’UNESCO, con una serie di piatti, bicchieri, oggetti e strumenti realizzati da artigiani a cavallo fra design, tradizione e nuove tecnologie.

Mercoledì 10 giugno avrà luogo un’apertura straordinaria, dalle 18.00 alle 21.00 (normalmente il Museo chiude alle 17.30) durante la quale, al costo di 10 euro, sarà possibile prendere un aperitivo, visitare il Museo e incontrare i giovani designer della Creative Academy, autori degli oggetti esposti in “La dieta mediterranea”.

Fino al 28 settembre invece la mostra “Sotto il segno di Leonardo” presenta la splendida fioritura dell’arte lombarda tra la fine del XV e gli inizi del XVI secolo, attraverso il ricco nucleo di dipinti e arti applicate del Museo, opere di cui verranno svelati lati nascosti e recenti novità scientifiche. Qui il tempo si ferma: come tutte le cose belle, l’arte è per forza slow.

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