L’Albergo Diurno, gioiello liberty sotterraneo

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Milano, si sa, è una città segreta. Le sue meraviglie sono spesso celate dietro anonimi portoni o… nel sottosuolo. E’ il caso dell’ex Albergo Diurno Venezia di piazza Oberdan, uno dei luoghi nascosti più belli della Milano liberty, che proprio ieri è stato oggetto di una storica convenzione tra FAI e Comune di Milano, che ne prevede la riapertura e la valorizzazione.

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L’ex Albergo Diurno racconta una parte importante della storia di Milano: inaugurato nel 1925, era frequentato dai viaggiatori che facevano tappa in città e da tutti coloro che non possedevano una stanza da bagno in casa. Gioiello liberty creato da Piero Portaluppi, l’architetto che ha disegnato anche Villa Necchi Campiglio, dotato di 6 bagni di lusso e 30 promiscui, con vasche da bagno e docce, nel salone principale offriva il servizio di manicure, pedicure e parrucchiere, assieme alla lavanderia e alla stireria.

Copyright Andrea Scuratti, Comune di Milano

I bagni chiusero nel 1985 e solo un parrucchiere restò aperto fino al 2006: poi il luogo venne abbandonato fino alle Giornate FAI di Primavera 2014, ripetute quest’anno a fine aprile, quando il FAI ha deciso di mostrarlo al pubblico nel corso di un’apertura straordinaria.

Copyright Andrea Scuratti, Comune di Milano_2Migliaia di persone si sono messe in coda per curiosare tra gli ambienti polverosi che, con una luce adeguata, evocano a tratti atmosfere sinistramente suggestive in stile Suspiria. Il progetto del FAI prevede che l’Albergo recuperi recuperi la sua funzione originaria ma che diventi, soprattutto, un luogo di incontro aperto alle espressioni artistiche più innovative.

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