Al Parco delle Cave tra fontanili e percorsi nel verde

Parco delle Cave @Ombretta Bertini

Basta voltare l’angolo che da via Forze Armate, periferia ovest di Milano, immette nella selva di paraboliche di via Cascina Barocco, per trovarsi in un’altra dimensione: il Parco delle Cave. La strada termina infatti con una grande apertura sulla campagna, la stessa che settecento anni fa fu scelta dal Petrarca come suo buen retiro lombardo.

DSC08882Un territorio ricco di fontanili e marcite, di verde, di campi e sentieri che si snodano lungo il territorio delle ex cave di Baggio, abbandonate negli anni ’60 e oggi riempite d’acqua, noto, appunto, come Parco delle Cave. C’è, naturalmente, un altro ingresso, più istituzionale, a quest’area che fino agli anni ’90 godeva di una pessima nomea – traffico di droga, prostituzione e chissà cos’altro. Ma a noi piace entrare dalla porta laterale. Grazie all’impegno del Comune di Milano e di Italia Nostra, che ha bonificato l’area e si prende cura del verde, nell’ultimo decennio si è assistito a una vera e propria rinascita della zona, che oltre a presentare una fauna varia e interessante – germani reali, oche, cigni, folaghe, aironi, gheppi, gallinelle d’acqua, conigli selvatici – costituisce un polmone verde adatto a ogni tipo di attività outdoors, dalla corsa alla bicicletta, dal pic-nic alle attività didattiche per le scuole.

Per il momento non sono presenti esercizi pubblici di ristoro: nonostante tutto il parco – non recintato e quindi sempre accessibile – continua a mantenere un suo carattere ruspante, non del tutto addomesticato, e a noi piace così.

Esterno di Cascina Linterno, via F.lli Zoia
Esterno di Cascina Linterno, via F.lli Zoia

A margine del parco, lungo via Fratelli Zoia, sorge la storica Cascina Linterno. Le prime tracce documentate risalgono al 1154. Qui, secondo la tradizione, soggiornò Petrarca negli anni tra 1353 e il 1361. Di lei, Philippe Daverio ha detto: “Un patrimonio internazionale che andrebbe protetto dai Caschi Blu dell’Onu. Non solo l’architettura, ma anche l’ambiente è prezioso e raro, con marcite e fontanili che sopravvivono lì intorno.”

Indirizzo: via delle Forze Armate, via Fratelli Zoia, via Caldera. Come arrivare: via Caldera in bus con le linee 72-64 e con la linea interurbana 423 (Milano-Settimo Milanese); via delle Forze Armate in bus con linee 18-63-67 e con la linea interurbana 433 (Milano-Cornaredo). E poi, naturalmente, da Via Cascina Barocco. Rigorosamente a piedi o in bicicletta.

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